366 29. Nello stesso tempo entrò nell'Ordine
una nuova e ottima recluta, così il loro numero fu
portato a otto. Allora il beato Francesco li radunò
tutti insieme, e dopo aver parlato loro a lungo del Regno
di Dio, del disprezzo del mondo, del rinnegamento della propria
volontà, del dominio che si deve esercitare sul
proprio corpo, li divise in quattro gruppi, di due ciascuno
e disse loro: «Andate, carissimi, a due a due per
le varie parti del mondo e annunciate agli uomini la
pace e la penitenza in remissione dei peccati; e siate pazienti
nelle persecuzioni, sicuri che il Signore adempirà
il suo disegno e manterrà le sue promesse. Rispondete
con umiltà a chi vi interroga, benedite chi vi perseguita,
ringraziate chi vi ingiuria e vi calunnia, perché
in cambio ci viene preparato il regno eterno».
367 Ed essi, ricevendo con gaudio e letizia grande
il precetto della santa obbedienza, si prostravano davanti
al beato padre, che abbracciandoli con tenerezza e devozione
diceva ad ognuno: «Riponi la tua fiducia nel Signore
ed Egli avrà cura di te»(Sal 54,28). Era la frase
che ripeteva ogni volta che mandava qualche frate ad eseguire
l'obbedienza.
368 30. Allora frate Bernardo con frate Egidio partì
per Compostella, al santuario di San Giacomo, in Galizia;
san Francesco con un altro compagno si scelse la valle di
Rieti; gli altri quattro, a due a due, si incamminarono verso
le altre due direzioni.
369 Ma passato breve tempo, san Francesco, desiderando
di rivederli tutti, pregò il Signore, il quale raccoglie
i figli dispersi d'Israele (Is 11,12), che si degnasse
nella sua misericordia di riunirli presto. E tosto, secondo
il suo desiderio e senza che alcuno li chiamasse, si ritrovarono
insieme e resero grazie a Dio. Prendendo il cibo insieme manifestano
calorosamente la loro gioia nel rivedere il pio pastore e
la loro meraviglia per aver avuto il medesimo pensiero.
Raccontano poi i benefici ricevuti dal misericordioso Signore
e chiedono e ottengono umilmente la correzione e la penitenza
dal beato padre per le eventuali colpe di negligenza
o di ingratitudine.
370 E così solevano fare sempre quando si
recavano da lui; non gli nascondevano neppure il minimo pensiero
e i moti involontari dell'anima, e dopo aver compiuto tutto
ciò che era stato loro comandato, si ritenevano ancora
servi inutili (Lc 17,10). E veramente la «purezza
di cuore» riempiva a tal punto quel primo gruppo di
discepoli del beato Francesco, che, pur sapendo operare cose
utili, sante e rette, si mostrava del tutto incapace
di trarne vana compiacenza. Allora il beato Francesco, stringendo
a sé i figli con grande amore, cominciò a manifestare
a loro i suoi propositi e ciò che il
Signore gli aveva rivelato.
371 31. Durante questo tempo si aggregarono a loro
e si fecero discepoli di Francesco altri quattro uomini degni
e virtuosi. Perciò l'interesse per il movimento e la
fama dell'uomo di Dio cresceva sempre più tra il popolo.
E veramente in quel tempo Francesco e i suoi compagni
provavano una immensa allegrezza e una gioia inesplicabile
quando qualcuno dei fedeli, chiunque e di qualunque condizione
fosse, ricco, povero, nobile, popolano, spregevole, onorato,
prudente, semplice, chierico, indotto, laico, guidato dallo
spirito di Dio veniva a prender l'abito della loro santa religione.
Riscuotevano tutti la sincera ammirazione degli uomini del
mondo, e l'esempio della loro umiltà era per essi una
provocazione a vivere meglio e a far penitenza dei propri
peccati.
Né l'umiltà della condizione, né la povertà
che il mondo ritiene una infermità, potevano impedire
che fossero incorporati nella costruzione di Dio quelli
che egli voleva inserirvi, poiché Dio trova la sua
compiacenza nello stare con i semplici e con quelli che il
mondo disprezza.